Dallo Statuto della Comunità d Integrazione
nella Diocesi di Roma



§2.

La Comunità d'Integrazione cerca di rendere presente il Vangelo in un mondo ormai estraneo alla Chiesa in una forma tale che anche i lontani possano di nuovo trovare un accesso alla fede della Chiesa cattolica. Il punto centrale della sua vita è di mantenere viva e vitale la fede nella presenza di Dio e nella Sua azione con l'uomo nella storia, che ha il suo vertice in Gesù Cristo, il Signore crocifisso e risorto.


§3.

I membri della Comunità d'Integrazione vivono in "vita communis" e precisamente nella forma dell'"Integrazione"; congiungono la loro vita in ogni ambito in modi molteplici: abitano insieme in "case d'integrazione" e prendono iniziative comuni nel campo dell'artigianato e dell'arte, dell'economia, della medicina e dell'educazione.

La forma di vita dell'integrazione deve permettere ai membri - che possono essere anche persone con famiglia e professione - di dedicarsi più intensamente al compito di annuncio del vangelo e di vivere così la sequela di Gesù nelle condizioni del mondo secolarizzato. Attraverso tale forma di vita dovrà sorgere una nuova 'famiglia'.

Il concetto di "Integrazione" considerato nel senso teologico è da intendersi sulla base dell'immagine neotestamentaria delle membra di un unico corpo il cui capo è Cristo.
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